Scarichi Acque Meteoriche

La gestione delle acque di prima pioggia è uno degli obiettivi primari ai fini della tutela dei corpi idrici ricettori. Tali acque, infatti, costituiscono il veicolo attraverso cui un significativo carico inquinante costituito da un miscuglio eterogeneo di sostanze disciolte, colloidali e sospese, comprendente metalli, composti organici ed inorganici, viene scaricato nei corpi idrici ricettori nel corso di rapidi transitori. La acque di prima pioggia necessitano pertanto di opportuni trattamenti al fine di assicurare la salvaguardia degli ecosistemi acquatici conformemente agli obiettivi di qualità fissati dalle Direttive Europee 2000/60/CEE (direttiva quadro nel settore delle risorse idriche) e 91/271/CEE (Concernente il trattamento delle acque reflue urbane).

In ambito urbano le sorgenti che causano l’alterazione della qualità delle acque meteoriche di dilavamento possono essere distinte in sorgenti diffuse sul territorio (rete stradale, parcheggi, etc.) e sorgenti puntuali come nodi infrastrutturali e piazzali di siti produttivi, nelle quali la tipologia di carico inquinante è fortemente vincolata alla specifica attività svolta.

La Regione Toscana con la Legge n. 20/2006 ha provveduto a regolare la gestione degli scarichi idrici delle attività produttive. Inoltre l’8 settembre 2008 la Giunta Regionale Toscana ha emanato il regolamento di attuazione (DPGR n. 46/R) per rendere la norma pienamente operativa.

Secondo questa legge, all’art. 2, le acque meteoriche vengono suddivise in:

  • Comma “d”: ACQUE METEORICHE DILAVANTI (AMD): derivate da precipitazioni atmosferiche; si dividono in acque dilavanti non contaminate ed acque dilavanti contaminate, che includono anche quelle di prima pioggia.
  • Comma “e” : ACQUE METEORICHE DILAVANTI CONTAMINATE (AMC): acque meteoriche dilavanti, incluse le prime piogge, derivanti da attività che comportano oggettivo rischio di trascinamento, nelle acque meteoriche, di sostanze pericolose o di sostanze in grado di determinare effettivi pregiudizi ambientali.
  • Comma “f” : ACQUE METEORICHE DILAVANTI NON CONTAMINATE (AMDNC): acque meteoriche dilavanti derivanti da superfici impermeabilizzate non adibite allo svolgimento di attività produttive, ossia: strade pubbliche o private, i piazzali di sosta e movimentazione automezzi, parcheggi e similari, anche di aree industriali, dove non vengono svolte attività industriali o che possano comportare il rischio di trascinamento di sostanze pericolose.
  • Comma “g” : ACQUE METEORICHE DI PRIMA PIOGGIA (AMPP): acque corrispondenti, per ogni evento meteorico, ad una precipitazione di 5 mm uniformemente distribuita sull’intera superficie scolante servita da rete di drenaggio; ai fini del calcolo delle portate si stabilisce che tale valore si verifichi in 15 minuti; i coefficienti di afflusso si assumono pari ad 1 per le superfici coperte, lastricate o impermeabilizzate ed a 0,3 per quelle permeabili di qualsiasi tipo, escludendo le superfici coltivate; si considerano eventi meteorici quelli intervallati a distanza di 48 ore.

 

ITER AUTORIZZATIVO ACQUE METEORICHE

 

acque meteoriche